“Una madre lo sa”

mag 11, 2014 by


Qualche tempo fa sono stata al Bambin Gesù, l’ospedale pediatrico della Capitale.
Chi è di Roma lo conosce bene, almeno una volta avrà portato il proprio bambino a fare una visita,  per una semplice visita di controllo (se è fortunata) o per una patologia più grave.

Chi non è di Roma, invece, magari non ne aveva mai sentito parlare, fino al giorno in cui si sente consigliare dal proprio pediatra uno specialista veramente bravo:” Mi creda, giusto per un controllo signora, solo per stare tranquilli!
E allora, si fa il biglietto del treno, si prenota l’albergo “mamma mia, quanto costa una stanza in centro vicino all’ospedale!”,  si parte per Roma.
E da lì inizia tutto!

Se andate al Bambin Gesù con i mezzi pubblici, è facile vedere alla fermata, a qualunque ora del giorno, gruppi di donne, una diversa dall’altra: c’è quella timida, con gli occhi spauriti, che osserva il traffico della Capitale pensando alla tranquillità del suo paesino, c’è quella rigida, immobile, che sembra assente e e anche scontroso ma basta guardarla bene negli occhi e scoprire tutta la sua fragilità, c’è quella più esperta, che (purtroppo) è a Roma già da diversi mesi e dà consigli e suggerimenti alle altre.

Ma tutte, dico tutte, hanno una cosa in comune: delle grandi, pesanti, buste della spesa alle mani, piene di latte, pannolini, e magari, per i più grandicelli, riviste e qualche giochino.
Vanno dai loro bambini, che aspettano, immobili, in un letto d’ospedale, un letto confortevole, con la poltrona per la mamma e con il personale gentile e disponibile.
Ma è sempre un ospedale  e non la loro stanzetta piena di giochi.
Per alcuni solo un posto dove rimanere qualche mese, e poi, dopo che l’operazione è andata bene, andare via…
Per altri…beh, per altri bambini è diverso.
E’ a queste mamme, e anche a tutte voi che mi leggete, che voglio dedicare queste parole tratte da un libro molto bello (che consiglio vivamente) di Concita De Gregorio ” Una madre lo sa”: un libro che ti tocca veramente il cuore, te lo prende, te lo contorce e ti lascia una traccia indelebile.

E’ a voi mamme che voglio dedicarlo, a tutte voi che varcate ogni giorno la soglia del Bambin Gesù con le vostre buste della spesa!

“Il mondo delle terapie intensive, depurato dal peso insostenibile della tragedia, è un mondo fantastico.
Ci si muore, normalmente, e questo si sa.
Se si tratta di neonati è del tutto inutile soffermarsi sullo strazio supplementare.
Una pena senza nome, un dolore senza rimedio.
Se si riuscisse peò ad accantonare un momento la sofferenza biblica che li si accumula- cosa che i medici , per esempio e per necessità, sanno in genere fare- si potrebbe osservare un universo di sentimenti primari.
Come, in pericolo di vita del figlio, la figura del padre risulti sempre accessoria.
Come si spartiscano i compiti: lui va inamministrazione, inoltra le richieste, va fuori a fare le fotocopie, a comprare il pigiama pulito.
Lei parla con le infermiere e col chirurgo, cioè con Lui, sta fuori della porta della sala operatoria anche dodici ore senza muoversi e poi in stanza  senza uscire, sempre.(…)
Ecco, le madri. Ci si diventa anche così: all’improvviso e non con il parto, con un errore della natura piuttosto.
Con uno schiaffo che in un secondo stabilisce daccapo e una volta per tutte quello che conta e quello che no, ridisegna la gerarchia delle cose, definisce l’urgenza fondamentale, e tutto il resto che importanza ha.”

“Una madre lo sa” di concita De Gregorio ed. Oscar Mondadori

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4 Commenti

  1. Rachele mi vengono lacrime e brividi per queste parole. E’ un libro tosto, doloroso, me lo aspettavo diverso, ma ugualmente bello, inteso e presto lo leggerò.
    Un bacione,

  2. io l’ho letto e l’ho trovato bellissimo…le riflessioni di questo post mi fanno pensare a quanto ho scritto qualche tempo fa anche io http://dalbrucoallafarfalla.blogspot.com/2011/01/home-sweet-home.html

    • admin

      Ho letto il tuo post e penso che bisogna ogni giorno ritenersi fortunati se i nostri bambini stanno bene!!
      io per fortuna non ho mai fatto questa esperienza, se non 4 ore al pronto soccorso (il mio piccolo era disidratato per la febbre!) che mi sono sembrate interminabili.
      Ma ripenso ogni tanto ai bimbi che ho visto un giorno ricoverati al Bambin Gesù, alcuni (mi diceva un’infermiera) senza speranza e allora mi dico che a volte la vita è ingiusta perchè la morte di un bambino è una cosa contro natura!!!
      Il libro è bellissimo : da tenere sul comodino…
      Vorrei scrivere un post su ogni racconto…non è detto che non lo farò!!
      Ciao e grazie per il tuo commento!! Ho iniziato da poco questa avventura del blog e mi fa piacere conoscere delle colleghe mamme!!!

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